Era solo questione di tempo prima che Dodge decidesse di portare sul mercato la Dodge Charger SRT Hellcat Redeye e quel momento è finalmente arrivato. Infatti, la nuova vettura è stata annunciata ufficialmente nelle scorse ore per il mercato statunitense.
Il marchio di FCA ha praticamente preso il motore Hemi V8 sovralimentato da 6.2 litri della Challenger SRT Hellcat Redeye e lo ha installato sotto il cofano della berlina muscolosa, completo dei suoi 808 CV di potenza e 958 nm di coppia massima. Dodge descrive la nuova Charger SRT Hellcat Redeye come la berlina di serie più potente e veloce al mondo.
La vettura, infatti, è in grado di completare il quarto di miglio in 10,6 secondi a una velocità di 207 km/h, di raggiungere una velocità di punta di 326 km/h e di scattare da 0 a 96 km/h in soli 3 secondi. In aggiunta, la Charger SRT Hellcat Redeye 2021 sarà disponibile solo in versione Widebody, con cerchi in carbonio nero leggero da 20″, degli pneumatici 305/35 e un cofano motore di nuova concezione con prese d’aria funzionali.
La casa automobilistica americana ha utilizzato le specifiche Demon per il motore e il cambio automatico a 8 velocità. Difatti, abbiamo un compressore volumetrico più grande, bielle e pistoni più potenti, un nuovo sistema di iniezione del carburante, un sistema di lubrificazione migliorato, un convertitore di coppia potenziato e altro ancora.
La casa automobilistica ha poi aggiunto l’SRT Power Chiller che devia l’aria condizionata dall’abitacolo all’aspirazione per far scendere d’aria e la temperatura del liquido di raffreddamento in modo da migliorare le prestazioni.
Un’altra caratteristica è il Race Cooldown il quale consente al propulsore di funzionare alla sua temperatura operativa ottimale mantenendo in funzione la ventola di raffreddamento e la pompa del liquido di raffreddamento del circuito. Il conducente può persino monitorare la temperatura del liquido di raffreddamento in tempo reale attraverso il sistema di infotainment.
Gli interni della Charger SRT Hellcat Redeye presentano dei sedili in pelle Laguna che possono essere opzionalmente rivestiti in parte con alcantara. Sia i sedili che la plancia centrale dispongono di cuciture argentate mentre l’abitacolo vanta degli inserti in cromo nero chiaro, un tachimetro rosso da 220 mph e una serie di badge SRT Hellcat Redeye sparsi un po’ ovunque.
L’equipaggiamento di serie include sospensioni adattive, Launch Control, Launch Assist, Torque Reserve e Line Lock. La nuova Dodge Charger SRT Hellcat Redeye sarà disponibile per l’ordine da quest’autunno con le prime consegne ai concessionari previste per l’inizio del 2021.

(tratto da clubalfa.it)

Dodge ama pubblicare dei teaser criptici in cui anticipa l’arrivo delle prossime novità. L’ultimo video pubblicato su YouTube fa riferimento alla gamma 2021. Anche se non c’è molto da vedere, il filmato ricrea un’onda sonora con il sound dei suoi motori Hemi V8 sovralimentati.

La combinazione di rombi dei vari propulsori permette di creare un inno nazionale unico nel suo genere e in pieno stile Dodge. Purtroppo la casa automobilistica americana ha mantenuto i dettagli nascosti ma presenterà la gamma 2021 di muscle car giovedì 2 luglio 2020 alle 18:00 (ora italiana).
Dodge: un teaser criptico anticipa l’arrivo della nuova gamma di muscle car performanti
L’unico dettaglio riportato nella clip è che la nuova line-up di vetture avrà una potenza complessiva di 8950 HP (9074 CV). Per fortuna, questo è soltanto il primo teaser in quanto altri quattro verranno pubblicati nelle prossime ore. In particolare, tre video verranno condivisi domani (uno ciascuno su Facebook, Twitter e Instagram) mentre il quarto ed ultimo teaser verrà pubblicato su tutti e tre i canali social la mattina del 2 luglio.

Dato che il marchio di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha menzionato una gamma composta da muscle car, ciò sembra escludere la presentazione del Durango Hybrid e del Durango SRT Hellcat in quanto parliamo di SUV. Tuttavia, Dodge potrebbe introdurre la nuova Dodge Charger SRT Hellcat Redeye Widebody.

Catturata in diverse foto spia all’inizio di quest’anno, la vettura si proporrà sul mercato come una versione più estrema della Charger SRT Hellcat Widebody. Come suggerisce il nome, sotto il cofano troveremo il motore V8 da 6.2 litri aggiornato preso dalla Challenger SRT Hellcat Redeye.

In quest’ultima vettura, l’otto cilindri è in grado di sviluppare una potenza di 808 CV e 957 nm di coppia massima e consente alla coupé di scattare da 0 a 96 km/h in 3,4 secondi e di raggiungere una velocità massima di 326 km/h. Infine, il modello di Dodge è capace di completare il quarto di miglio in 10,8 secondi a una velocità di 210 km/h.

(tratto da clubalfa.it)

Il JD Power 2020 Initial Quality Study (IQS), rilasciato oggi, colloca Tesla in fondo alla sua classifica di qualità. È la prima volta che Tesla viene profilato nell’influente studio di qualità di JD Power.

È ampiamente considerato come il punto di riferimento del settore per la qualità dei nuovi veicoli. La metrica chiave sono i problemi riscontrati per 100 veicoli (PP100). Un punteggio più basso riflette meno problemi e, quindi, una qualità superiore. Tesla ha ricevuto un punteggio di qualità iniziale di 250 PP100 – o 250 problemi per 100 veicoli.

I problemi di qualità di Tesla riguardano principalmente gli articoli cosmetici, come le imperfezioni della vernice, i pannelli della carrozzeria scarsamente adattati, i cigolii e i sonagli, piuttosto che le funzioni di propulsione principale o di infotainment.

Doug Betts, presidente della divisione automobilistica di JD Power, ha dichiarato a CNBC :

Questi sono principalmente il risultato della qualità di fabbrica. Inoltre, nell’ambito delle problematiche relative ai veicoli elettrici, presentano reclami relativi a un intervallo inferiore al previsto; l’indicatore di portata non è preciso.

Tesla non è stata classificata ufficialmente rispetto ad altri marchi. Betts ha spiegato :

A differenza di altri produttori, Tesla non ci concede il permesso di sorvegliare i suoi proprietari in 15 stati in cui è richiesto. Tuttavia, siamo stati in grado di raccogliere un campione abbastanza ampio di sondaggi dai proprietari negli altri 35 stati e, da quella base, abbiamo calcolato il punteggio di Tesla.

La California, il più grande mercato di veicoli elettrici negli Stati Uniti, non è stato incluso nello studio. JD Power ha dichiarato di aver deciso di profilare il produttore di auto elettriche in base ai circa 1.250 proprietari che è stato in grado di esaminare. La stragrande maggioranza degli intervistati possiede un modello 3.

Lo studio annuale, giunto alla sua 34a edizione, misura i componenti che falliscono e le funzionalità che sono difficili da usare, difficili da capire o non funzionano come vogliono i proprietari. Lo studio sulla qualità iniziale degli Stati Uniti del 2020 si basa sulle risposte di 87.282 acquirenti e locatari di nuovi veicoli modello del 2020 che sono stati esaminati dopo 90 giorni di proprietà.

Separatamente, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) degli Stati Uniti ha annunciato oggi che sta lanciando un’indagine sul problema di Tesla con la vecchia MCU (l’unità multimediale con un ampio touchscreen) nei vecchi veicoli Model S. All’inizio di giugno, i proprietari di Tesla hanno avviato una causa di azione collettiva per problemi di vernice sui veicoli modello 3.
Dodge di Fiat Chrysler è il primo marchio nazionale nella storia dello studio a classificarsi al primo posto.

Electrek’s Take
Non ci sono buone scuse per questi tipi di problemi di qualità. Il rivestimento d’argento dello studio JD Power del 2020 è il messaggio cristallino che invia a Tesla sulla necessità di migliorare.

Muoversi a rotta di collo e concentrarsi sul laser sull’innovazione ha servito bene Tesla e la maggior parte dei suoi proprietari. I problemi di qualità del passato non hanno rallentato il suo slancio.

Ma ecco la domanda cruciale: la società può continuare a mostrare la via da seguire per i veicoli elettrici al resto dell’industria automobilistica adottando la massima qualità e affidabilità che i suoi concorrenti possono offrire?

(tratto da electrek.com)

Dodge Coronet 1968

La produzione della Dodge Coronet iniziò nel 1949 e fu una delle serie più apprezzate realizzate dalla casa automobilistica statunitense. Nel corso degli anni, la vettura ha ricevuto diverse modifiche sia a livello prestazionale che di design che l’hanno resa più muscolosa negli anni ‘60.

Visto che si tratta di un modello la cui produzione è stata interrotta nel 1976, è possibile trovare sul mercato solo degli esemplari che hanno all’incirca 50 anni alle spalle. La Coronet del periodo delle muscle car non sono esattamente rare ma di tanto in tanto vengono vendute negli Stati Uniti delle unità con una o più funzionalità interessanti.

Dodge Coronet 1968
Dodge Coronet interni

Dodge Coronet: questo esemplare è rivestito in una particolare combinazione di colori

Nel caso di questa Coronet del 1968, possiamo vedere la sua particolare combinazione di colori nero e verde per la carrozzeria. Seduta su cerchi hot rod in stile anni ‘70, questa Coronet fonde il verde, utilizzato sulla maggior parte dei pannelli della carrozzeria, con il nero presente su cofano, griglia e strisce posteriori.

La Dodge Coronet del ‘67 era disponibile di serie con il motore 440 Magnum V8 da 7.2 litri che sviluppa una potenza di 380 CV mentre come optional veniva proposto il 426 Hemi da 7 litri. Questo esemplare, nonostante abbia il logo R/T, nasconde sotto il cofano il 383 Hemi da 6.3 litri.

Sfortunatamente, il venditore non ha specificato la potenza erogata dal propulsore ma sappiamo che ha subito un restauro assieme alla trasmissione. La Dodge Coronet rivestita in verde/zero è attualmente disponibile online al costo di 28.000 dollari (25.446 euro).

 

Sono passati diversi anni da quando sono emerse le prime indiscrezioni sul ritorno del nome Barracuda (o Cuda) ma non sotto il marchio Plymouth. Fiat Chrysler Automobiles infatti ha ribattezzato entrambi i nomi nel luglio del 2015 e, in occasione di una riunione dei concessionari avvenuta qualche mese più tardi, ha apparentemente promesso una decappottabile Dodge con trazione posteriore.

Il marchio statunitense però non è riuscito a portare sul mercato una Dodge Barracuda del genere nel 2018. Dato che una versione soft-top della moderna Challenger non si è mai materializzata, è facile che le indiscrezioni su un modello del genere tornino di tanto in tanto per riaccendere la speranza in alcune persone.

Dodge Challenger decappottabile
Dodge Challenger decappottabile motore

Dodge Challenger: la piattaforma Giorgio potrebbe portare alla nascita di una versione convertibile

Nelle scorse ore, Mopar Insiders ha citato alcune fonti le quali hanno suggerito che la Dodge Challenger di prossima generazione sarebbe stata progettata e disegnata per ottenere una versione convertibile. Anche se non si tratta di una conferma, la casa automobilistica statunitense potrebbe davvero sviluppare un modello simile.

Il gruppo automobilistico italo-americano ha investito parecchio denaro nella piattaforma Giorgio usata da Alfa Romeo per realizzare Giulia e Stelvio. Si tratta di una piattaforma con il know-how Ferrari e con parecchio potenziale. Durante il Capital Markets Day 2018, Sergio Marchionne ha lasciato intendere che la Grand Cherokee WL sarà un altro candidato perfetto per questa architettura, assieme al nuovo SUV di Maserati.

Dodge Challenger decappottabile

Tuttavia, la condivisione della piattaforma Giorgio potrebbe andare oltre a questi due marchi. Infatti, la prossima generazione della muscle car di Dodge potrebbe usare quest’architettura, inclusa la presunta versione decappottabile. Sia la Challenger che la Charger necessitano di motori più efficienti dal punto di vista dei consumi e di un po’ di freschezza. In aggiunta, l’uso della piattaforma Giorgio potrebbe consentire ad FCA di risparmiare denaro.

Dodge è una casa automobilistica molto conosciuta per l’utilizzare il potente Hemi V8 in ogni veicolo in cui riesce ad adattarlo perfettamente. Diversi anni fa, faceva un po’ la stessa cosa anche con il famoso propulsore V10 della Viper. Ad esempio, tale powertrain fu utilizzato in un pick-up chiamato Dodge Ram SRT-10.

Ora, uno dei soli 50 esemplari del 2004 realizzati dal Viper Club of America (VCA) è in vendita sul sito Web di RM Sotheby’s attraverso un’asta online e a un prezzo parecchio interessante. Quando questo super pick-up è stato prodotto nel 2004, ha conquistato il titolo di pick-up di produzione più veloce al mondo.

Dodge Ram SRT-10: in vendita uno dei soli 50 esemplari realizzati dal Viper Club of America

La versione standard del veicolo era in grado di scattare da 0 a 96 km/h in 4,9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 248 km/h. Lo speciale Dodge Ram SRT-10 riusciva a raggiungere tali numeri grazie al motore V10 da 8.3 litri della Viper con potenza di circa 500 CV scaricati sulle ruote posteriori.

Tuttavia, i 50 esemplari realizzati dal Viper Club of America sono stati equipaggiati con un cambio manuale a 6 marce e con una carrozzeria rivestita in Viper Electric Pearl Blue con strisce bianche da rally. Furono realizzati anche due esemplari in più con trasmissione automatica da utilizzare come veicoli per gli eventi ma non furono mai venduti al pubblico.

Il blocco motore di questo pick-up ha la firma di Wolfgang Bernhard, allora COO di Chrysler. È una persona molto strana da scegliere per un autografo in quanto solitamente le firme riportate sui motori appartengono a ingegneri o persone che hanno lavorato o progettato la vettura.

Ritornando al Dodge Ram SRT-10 proposto all’asta da RM Sotheby’s, ha percorso meno di 5471 km e, secondo le informazioni riportate, abbiamo di fronte esattamente il 44º esemplare dei 50 costruiti. Originariamente, il veicolo è stato consegnato alla Daytona Truck Race a febbraio del 2004.

Tutti gli esemplari sono stati venduti attraverso un sistema a lotteria, in cui ai vincitori è stata data la possibilità di acquistarne uno. Mike Robbins, un personaggio noto all’interno della comunità SRT, ha vinto la possibilità di acquistare proprio questa unità, diventando successivamente il proprietario. Secondo le stime fatte da RM Sotheby’s, il Dodge Ram SRT-10 dovrebbe essere venduto a un prezzo finale compreso tra 50.000 e 60.000 dollari.

(TRATTO DA CLUBALFA.IT)

Il rivoluzionario sistema mild hybrid eTorque sostituisce l’alternatore tradizionale sul motore con un generatore alimentato da una batteria a 48 volt, azionato da una cinghia, che ottimizza le prestazioni, l’efficienza, il carico utile, le capacità di traino e la guidabilità.

 

Questa nuova caratteristica, pur essendo potenzialmente importante per gli acquirenti alla ricerca di una spinta al risparmio di carburante nel campo dei pickup leggeri, sempre più affollato e sempre più competitivo, non è facilmente comprensibile a tutti. Ecco quindi una panoramica su come funziona l’ibrido mild eTorque di RAM.

 

Dal punto di vista funzionale, l’eTorque funziona sostituendo l’alternatore convenzionale della RAM con un motore/generatore più robusto. Nell’HEMI V8, un motore-generatore della Magneti Marelli è montato convenzionalmente vicino alla parte superiore del motore, dove il raffreddamento ad aria funziona bene. Il sistema eTorque a 48 volt aggiunge 90 libbre ad un HEMI V-8, con il circuito di raffreddamento ad acqua che fa la differenza.

Quando si accellera, il motore/generatore eTorque inizia a generare energia elettrica che alimenta il suo pacco batterie e al tempo stesso rende più fluida la trasmissione. Fornisce una breve spinta di coppia di 130 libbre-ft nei modelli V-8. Insieme all’aggiunta di coppia durante i turni, contribuisce alla coppia durante la transizione in e fuori dalla modalità a quattro cilindri durante la disattivazione dei cilindri V-8. Il sistema eTorque riavvia il motore e riprende il movimento in avanti entro 70 millisecondi dopo un auto-stop. Un sistema interattivo di spegnimento quando si decellera consente di risparmiare carburante.

 

L’energia elettrica nel sistema eTorque è immagazzinata in un pacco batteria LG Chem da 30 libbre, 430 watt/ora, montato sulla parete posteriore della cabina del pickup. Il sistema include un convertitore DC-DC per alimentare i normali carichi elettrici del veicolo e caricare la batteria di avviamento da 12 volt.

 

Gli alternatori traggono solo una modesta potenza dalla trasmissione comando accessori di un motore. Tuttavia, i generatori di motori eTorque usano la cinghia di trasmissione degli accessori per rallentare e accelerare questi carrelli, quindi la cinghia deve essere più grande e più forte, e deve anche avvolgersi più lontano intorno alla puleggia. Richiede anche un tenditore su entrambi i lati per mantenere le cinghie strette mentre il motore/generatore passa dalla generazione alla motorizzazione. L’eTorque Hemi ottiene anche una puleggia dell’albero motore più grande che migliora la leva del motore/generatore.

 

Con un risparmio stimato di 2 o 3 mpg, miglia per gallone in termini di risparmio di carburante in città/combinato, l´eTorque offre migliori prestazioni ambientali.

Questo delicato sistema ibrido incorpora una serie di tecnologie con

il leggendario motore HEMI 5,7L V8, includendo frenata rigenerativa, funzione stop/

start, batteria agli ioni di litio da 48 volt e un motore/generatore di bordo da 12

kW. Il motore elettrico serve a fornire maggiore potenza supplementare durante

l’accelerazione e il sorpasso. La funzione stop/start aiuta a migliorare il consumo

di carburante con il funzionamento on/off continuo del motore, mentre la frenata

rigenerativa recupera e converte l’energia in fase di frenata.

 

I VANTAGGI DELLA TECNOLOGIA eTORQUE

L’integrazione della tecnologia eTorque e dei suoi componenti offre vantaggi

significativi su tutti i fronti. Il motore elettrico consente un funzionamento a 4

cilindri più prolungato del sistema di disattivazione HEMI V8 (MDS)/Fuel Saver

Technology per ulteriori vantaggi in termini di consumo di carburante.

Anche la funzione stop/start contribuisce a migliorare il consumo di

carburante fi no al 3,3%. La frenata rigenerativa utilizza il motore elettrico

di bordo come fosse un generatore, convertendo l’energia per ricaricare il

sistema a batteria. Il sistema stop/start è semplicissimo da utilizzare e un

interruttore di disattivazione del sistema montato sul cruscotto consente

al conducente di spegnerlo ogni volta che lo desidera.